Servizio Pubblico

Azioni e progetti nell'azienda pubblica di servizi alla persona di Bologna

Progetto Lecim

Scambio di prassi tra città europee sull'inclusione sociale

2010-2011

Il trasferimento di buone pratiche

Bologna, 12.10.2010

SINOSSI

Il progetto LeCiMè stato avviato a Gennaio 2010 e si concluderà a Dicembre 2011, capofila è il Ciofs-Fp nazionale. LeCiM è un progetto di mainstreaming, volto al coinvolgimento di decisori politici, autorità locali e stakeholder pubblici e privati, su progetti che mirano all’integrazione di politiche ed interventi mirati (azioni di sostegno per la formazione, l’inserimento lavorativo, la mediazione culturale, le politiche abitative, etc.), individuati come buone pratiche a livello europeo per l’inclusione sociale della popolazione immigrata. Il progetto prevede il trasferimento di tre buone pratiche in tre città target, sulla base dei bisogni espressi da queste ultime sul tema in questione.

A seguito dell’attività di ricerca svolta e di un apposito Seminario di Contatto si è stabilito che il trasferimento di buone pratiche avverrà: da Berlino (Germania) a Catania (Italia) da Dunkerque (Francia) a Santander (Spagna) da Bologna (Italia) a Budapest (Ungheria).

Le tre buone pratiche sono state scelte all’interno del partenariato transnazionale coinvolto nel progetto, sulla base di esperienze pregresse di successo proprio sul tema dell’inclusione sociale dei migranti, mentre le tre città target sono state individuate sulla base di un’analisi dei fabbisogni svolta dai partner delle città interessate, che hanno rilevato la necessità di implementare interventi di inclusione sociale a favore dei migranti nei loro rispettivi territori.

GLI OBIETTIVI PROGETTUALI

- Migliorare le capacità dei partenariati locali di sviluppo, individuando e realizzando un piano d'azioni formative per adulti immigrati, integrato con altre politiche e programmi pubblici, che mirino all’inclusione sociale ed economica dei migranti. - Far conoscere ai principali responsabili politici, alle autorità di gestione dei fondi pubblici e alle amministrazioni locali, le esperienze di successo realizzate a favore della popolazione migrante, fornendo loro possibili input su come poter sviluppare un quadro politico migliore a sostegno delle azioni delle amministrazioni locali e su come distribuire le risorse finanziarie pubbliche a supporto di tali esperienze. - Riunire intorno allo stesso tavolo tutti i soggetti interessati alla definizione del processo di integrazione tra le azioni formative ed il sistema di welfare della città, al fine di migliorare le capacità di gestione delle reti e delle organizzazioni capofila di partenariati locali di sviluppo (amministrazioni locali, agenzie per lo sviluppo locali, etc.), attraverso un approccio partecipativo.

LE ATTIVITÀ DEL PROGETTO

Ricerche, incontri internazionali, workshop locali, attività di trasferimento, attività di supporto, visite di studio, forum, etc.

IL PARTENARIATO INTERNAZIONALE Il CEFIR

è attivo nella regione francese di Nord-Pas-de-Calais, soprattutto in relazione alla crescente disoccupazione, il rischio di emarginazione ed esclusione sociale, interviene attraverso azioni integrate, dalla formazione all’inclusione sociale degli immigrati, prestando particolare attenzione alla specificità culturale degli attori coinvolti. Il GSUB, attivo nella città di Berlino, collabora da vicino con gli enti locali della zona su progetti e programmi relativi all’integrazione nel mercato del lavoro e la valutazione delle professionalità degli individui dai gruppi a rischio.

Il ZSI, attivo nella città di Vienna, ha acquisito importanti esperienze nel settore della gestione del networking a livello locale. Al contempo, le città di Budapest e Santander, dove operano rispettivamente KFSZ Kht. e DOCUMENTA, sono attualmente interessate dal fenomeno dell’immigrazione, seppur in modo incipiente, così come la città di Catania dove è presente il CIOFS-FP Sicilia, in considerazione del fatto che la Sicilia è tra le principali destinazioni scelte dagli immigrati.

Questi contesti mostrano la necessità a condividere strategie per l’inclusione che abbiano dimostrato efficacia nel rispondere al crescente fenomeno migratorio nei territori interessati. La Rete Europea MetropolisNet (costituita da organizzazioni provenienti da Spagna, Francia, Italia, Inghilterra, Irlanda, Germania, Ungheria e Finlandia) parteciperà alle attività di diffusione.

IL LAVORO DELL’ASP POVERI VERGOGNOSI ALL’INTERNO DEL PROGETTO

All’Asp Poveri Vergognosi è stato chiesto, da parte del Ciofs-Fp capofila del progetto, di essere soggetto referente per il trasferimento delle buone prassi, relative al modello di welfare cittadino, nell’ambito del sistema di governance di Budapest. In tal senso sono stati coinvolti l’ufficio progetti speciali ed il servizio immigrati del Settore inclusione sociale. Nella veste di partner, l’Asp ha partecipato alle attività svolte nel seminario organizzativo e nel workshop tematico che si sono svolti a Parma nel settembre di quest’anno. In quella sede è stato formalizzato il trasferimento delle prassi da Bologna a Budapest.

Sono stati presentate le linee di sviluppo del progetto, insieme al programma di trasferimento; inoltre sono stati innescati i collegamenti con l’organizzazione della capitale ungherese, il KFSZ Kht, investita del compito di individuare quali prassi trasferire nel sistema di governance della città. Il momento del trasferimento è stato fissato per il 7 e 8 ottobre a Budapest presso la sede della suddetta organizzazione.

Il workshop di trasferimento delle prassi si è svolto presso la sede del KFSZ Kht, alla presenza dei suoi dirigenti e dei suoi operatori. Inoltre hanno partecipato i cosiddetti stakeholders (portatori di interessi) come l’assessore ai servizi sociali della municipalità e vari funzionari e operatori di organizzazioni legate al fenomeno dell’immigrazione. Dopo un’approfondita analisi dei bisogni della città di Budapest, abbiamo presentato l’Asp Poveri Vergognosi nel contesto del sistema di governance bolognese, per passare all’esposizione del nostro modello cittadino con l’aiuto di cinque serie di slide in lingua inglese.

Elaborazione del modello di Welfare bolognese

 

Attraverso il modello esposto a Budapest si è posta l’attenzione sulle capacità del territorio bolognese di fare sistema attraverso il legame tra comparto pubblico e privato sociale, sottolineando come questa sinergia da vita agli interventi sul territorio:

1. Il sistema interistituzionale - La programmazione sociale Analisi della governance come lettura del sistema territoriale, dal profile di comunità al piano per il benessere sociale, in linea con la riorganizzazione dei servizi in seno alle ASP.

2. Il Progetto di comunità - Il lavoro di rete Analisi degli strumenti e delle metodologie d’intervento sul territorio, che pongono il progetto di comunità e la rete pubblico-privata al centro delle azioni d’intervento.

3. L’accoglienza abitativa – Progettare l’inclusione sociale Analisi del Progetto Carracci sull’accoglienza abitativa, come esempio di buone prassi per la costruzione della rete per elaborare strategie individualizzate sui bisogni di vecchi e nuovi target legati all’esclusione, per passare dall’emergenza alla pianificazione degli interventi.

4. Le politiche abitative - Dalle famiglie Rom al social housing Analisi della centralità delle politiche abitative sul territorio nel passaggio tra transizione e inclusione. Disamina del processo tra transizione e inclusione delle famiglie rom tra il 2005 e il 2009. Disamina del progetto di social housing promosso dall’Asp Poveri Vergognosi.

5. La Rete antidiscriminazione - Progetto NODO Analisi delle modalità organizzative del Progetto Nodo per la costruzione della rete di antenne finalizzate alla promozione dei diritti di cittadinanza come progetto di comunità.

I Workshop: la trasferibilità a Budapest

 

L’organizzazione KFSZ Kht di Budapest, struttura no profit che opera per conto della municipalità, nell’ambito dell’inclusione sociale, attraverso il workshop del progetto Lecim, ha scelto, dopo un ampio dibattito con politici, funzionari pubblici e operatori, di importare dal modello bolognese tre buone prassi da adattare al proprio territorio:

1. La costruzione della rete tra comparto pubblico e privato sociale.

2. L’esperienza del processo di transizione all’inclusione attraverso il programma abitativo e di inserimento socio-lavorativo delle famiglie rom, da adattare però a varie categorie di disagio sociale.

3. L’organizzazione del sistema di antenne sul territorio del progetto Nodo, possibilmente da allargare non solo ai soggetti sociali ma anche a esercizi commerciali, pub e bar, dove poter fare promozione sociale. Sull’elaborazione del piano di lavoro per attivare queste tre buone prassi il KFSZ Kht di Budapest organizzarà un tavolo interno, il cui monitoraggio e lo stato dei lavori verranno trattati nel prossimo workshop che si terrà nel marzo 2011.

 

II Workshop: le antenne del progetto Nodo antidiscriminazione

Le antenne antidiscriminazione/The anti-discrimination antennas

La trasferibilità sul territorio di Budapest/Transferring on the Budapest area

 

Le funzioni del sistema antenne antidiscriminazione/The functions of the antenna anti-discrimination

 

1. prevenzione per impedire la nascita e il formarsi di comportamenti discriminatori e per far sì che il principio di parità di trattamento diventi patrimonio educativo e culturale di ogni singolo individuo

1. Prevention to avoid the emergence and formation of discriminatory conduct and to improve the principle of equal treatment as educational and cultural heritage of each one

2. promozione e sostegno di progetti ed azioni

2. Promotion and support of projects and actions

3. rimozione delle condizioni di discriminazione, intesa sia come possibilità di ridurre o superare comportamenti discriminatori

3. Removal of the conditions of discrimination, both as a possibility to reduce or overcome any discriminatory behavior

4. monitoraggio e verifica attraverso un lavoro di costante osservazione del fenomeno nel territorio

4. Monitoring and follow-up through a constant observation of the territory

 

Definizione delle procedure/Definition of procedures

 

definizione dei requisiti minimi per l’attivazione ed il funzionamento delle antenne

Definition of minimum requirements for the activation and operation of antennas

riconoscimento con atto formale dei punti antidiscriminazione attivati;

Formal recognition of the activated points anti-discrimination

realizzazione delle azioni per il coordinamento del sistema:

Implementation of measures for the coordination system:

 

- scheda unica di segnalazione/rilevazione,

- Single board warning/detection

- strutturazione di un sistema di monitoraggio,

- Structuring of a monitoring system predisposizione

- pagine web

- Preparing web pages

 

Le antenne come risorse del territorio/The antennas as territory resources

 

Le antenne non necessariamente devono essere create ex novo ma, più opportunamente, potrebbero coincidere con le significative risorse ed esperienze già esistenti sul territorio cittadino:

The antennas don’t need to be created from scratch, but they may coincide with the significant resources and expertise already existing in the city:

Locali pubblici

Local Government

Associazioni

Associations

Organizzazioni sindacali

Trade Unions

Ong

NGO

 

"ANTENNAS" Come punti informativi e di raccordo/as information and points of connection:

 

- Accolgono la richiesta

- Accept the request

- Somministrano il questionario informativo

- Administering the questionnaire information

- Individuano la criticità discriminatoria Identify the critical discriminations Inviano la segnalazione al punto di coordinamento

- Send reports to the coordination point

 

Punto di coordinamento cittadino/Coordination point of the city

 

E’ un ufficio di coordinamento tecnico finalizzato a raccordare le azioni e le iniziative tra le singole antenne sparse sul territorio:

It 's a technical coordination office aims to link the actions and initiatives among the antennas around the territory:

Fa attività di Fund Raising per l’organizzazione di eventi e la produzione di materiale informativo;

It makes fund raising activities for the organization of events and the production of information material

da supporto alle antenne in termini di diffusione del materiale informativo e raccordo tra le singole realtà;

It gives support to the antennas in terms of distribution of information materials and connection among different contexts

gestisce il monitoraggio della casistica;

It manages the monitoring of cases

accoglie le segnalazioni inviate dalle antenne;

It receives warnings sent from antennas

attiva le soluzioni dei casi di discriminazione in termini di sostegno psicologico, consulenza legale, e rapporto con gli enti pubblici;

It actives solutions in cases of discrimination in terms of psychological support, legal advice, and relationship with government

convoca un tavolo periodico tra tutte le antenne cittadine;

It convenes a periodic pannel of all the antennas in the city redige,

insieme alle singole antenne redige un rapporto semestrale o annuale sulla situazione della discriminazione e sulle azioni di contrasto poste in essere;

It draws up, with the antennas, an annual or semiannual report on the situation of discrimination and the enforcement actions carried out

presenta tale rapporto ai referenti istituzionali

It submits reports to the institutional representatives

 

LE POTENZIALI CRITICITA’ DEL SISTEMA/Risks of the system

 

Visibilità del sistema in termini di percezione sociale

Visibility of the system in terms of social perception

Assenza di circuitazione delle informazioni tra le singole antenne

Lack of circulation of information among antennas

Mancata risposta al bisogno palesato dal singolo cittadino

Failure to respond to needs revealed by the individual citizens

Mancata legittimazione da parte dell’ente pubblico

Lack of legitimacy by the public authorities

 

ASPETTI DA CONSIDERARE CON ATTENZIONE/ISSUES TO BE CONSIDERED CAREFULLY

Cautela e riservatezza della privacy nell’accoglimento della richiesta d’aiuto

Privacy and confidentiality of caution in accepting the help request

Formalizzazione dei passaggi procedurali tra le singole antenne e il punto di raccordo

Formalization of procedural steps between the antennas and the coordination point

Formalizzazione di un rapporto di patrocinio con l’ente pubblico di riferimento

Formalization of relationship of patronage with the relevant public authorities

Organizzazione coordinata di eventi promozionali

Organization of promotional events

Costruzione di una rete di soggetti prevalentemente privati per fund raising

Building of a network of mostly private fund raising actors

 

Obiettivi di Governance/Goals of Governance

 

Un sistema a rete di antenne antidiscriminazione sparse sul territorio rispondono alle funzioni di:

A network system of antennas around the city responds to anti-discrimination functions:

rilevatori dei bisogni

detector needs

erogatori di servizi service

providers

Di per se, questa condizione può determinare un cambiamento di prospettiva rispetto alla logica di governance urbana poiché si allinea ai processi di trasformazione che un sistema municipale deve essere in grado di leggere velocemente

This condition can lead to a change of perspective to the notion of urban governance as it is aligned to the processes of transformation that a municipal system must be able to read

PER LE STRADE DI BUDAPEST

6 ottobre 2011

 

Foto e testo di Marco Marano

I suoni e i sapori delle strade

Camminando per le strade di Budapest si respira l'Europa. La sua storia, le sue tradizioni, il suo sistema architettonico la rendono elegante, con quel suo modo altezzoso di porgersi a chi non la conosce. Ma nella capitale magiara si respirano anche sapori multietnici. Le strade sono colme di segnali propri a culture diverse, con i linguaggi costruiti su grammatiche anche lontane che diventano parte integrante degli spazi urbani, in quello che sembra un vero e proprio luogo di contaminazione. Percorriamo lo slargo dell’Oktogon, indirizzandoci verso la stazione ferroviaria, camminiamo sull’arteria centrale, la Teréz Körút, incuneandoci, di tanto in tanto, tra le strade adiacenti. Troviamo locali, scritte, messaggi visivi legati a paesi diversi. C’è il kebab arabo o il ristorante messicano. C'è anche una tavola calda buddista, di fronte al ristorante turco. E ancora la teeria tibetana qualche decina di metri più avanti di un locale greco e giapponese, ma c’è anche il Cafe factory, e, proprio dentro la stazione, c’è un McDonald al piano inferiore ed un “cappuccino italiano” al piano superiore, collegati da una specie di ammezzato.

La realtà sociale distante dal sistema politico

Vista così la cosa sembra assolutamente normale nel mondo d’oggi, ma se si vanno a leggere le modalità di gestione territoriale della città, nel contesto degli eventi nazionali, sembra, camminando per le strade di Budapest, che la realtà sociale sia tutt’altro da quella politica. Questa strana forma di schizofrenia si allinea alla perdita dei punti di riferimento di tutta la governance europea, molto impegnata a far quadrare i conti e pochissimo a monitorare le conquiste legate ai diritti di cittadinanza tipici della civiltà liberale, come anche quei criteri di giustizia sociale atti a garantire il popolo.

La legislazione obsoleta

Dalla caduta del regime comunista all’entrata dell’Ungheria nell’Unione Europea, il sistema legislativo, in tutti i suoi comparti, non è mai stato adeguato al nuovo tempo storico. Si pensi alla stessa carta costituzionale, che non è mai stata riscritta, ma solo emendata con degli elementi tipici dello stato di diritto, come la separazione dei poteri. E questa situazione magmatica ha permesso, proprio pochi mesi fa, alla schiacciante maggioranza parlamentare di estrema destra del Fidez, il cui leader è Viktor Orbàn, di riscrivere una costituzione ultranazionalista che si fonda sulla dimensione etnica dell’essere cittadino ungherese a prescindere da quale paese si trovi. Questo significa riprendere il mito dell’impero, riaccendendo motivi di conflitto con alcuni paesi limitrofi e limitando i diritti di chi non è ungherese.

Un paese sfornito dei diritti di cittadinanza

Il vicesindaco di Budapest, nonché assessore agli affari sociali e sanità, Tamas Szentes, del partito Fidez, all’interno di un workshop internazionale, legato ad un progetto europeo dal titolo “Lecim”, ha spiegato come funziona il sistema di welfare territoriale. O per meglio dire ha spiegato che in Ungheria, allo stato attuale, non esistono quei diritti acquisiti, in quanto popolo, tipici della tradizione democratica europea .Prendiamo il sistema sanitario nazionale ad esempio, infatti è emblematico il fatto che i servizi sanitari gratuiti sono assicurati non a tutti indistintamente e neanche a chi è in uno stato di indigenza o ha un basso reddito, ma solo a coloro che hanno un lavoro stabile, quindi un reddito e possono pagarsi una sorta di “assicurazione sanitaria”. Occorre, insomma, essere ungherese ed avere un lavoro stabile per poter avere assicurati i diritti di cittadinanza: un paese come questo ha presieduto l’Unione Europea i primi sei mesi del 2011. Ma livello locale che tipo di ricadute vi sono sul territorio?

Lo scollamento tra istituzioni e società civile

Tra gli operatori sociali della città, è palpabile lo scoramento, a causa della loro condizione professionale, e malgrado questo cercano di mantenere alta la loro personale motivazione. Esiste infatti una situazione di grande scollamento tra il corpo istituzionale e la società civile organizzata, come le associazioni o le ong, sia per l’assenza di quadri normativi evoluti, ma anche per il fatto che essi non hanno interlocutori istituzionali per attivare azioni sul territorio legate alle parole d’ordine europee come coesione sociale, inclusione, integrazione… Considerato che queste organizzazioni sono le uniche a proporsi, dentro i 23 distretti urbani, come portatori di “welfare state”, in quanto soggetti privati però, la fotografia che esce fuori è estremamente controversa…

Anche la Grecia non sembra tanto lontano

Ma camminando per le strade di Budapest anche la Grecia non sembra tanto lontana, nel senso che sono due facce di una stessa medaglia, e il fallimento del sogno europeo ne rappresenta il conio. Il default greco ha come prodromo un governo elitario o oligarchico che non ha mai pensato a fare riforme strutturali, che ha individuato i ceti medi come gli unici designati a pagare, lasciando fuori, ad esempio, la casta degli armatori, potente lobby politico-economica. Così la Grecia rischia di uscire fuori dall’euro, l’Ungheria non può nemmeno pensare di poterci entrare, e a catena vi è il rischio che i paesi deboli come l’Italia, la Spagna e il Portogallo vengano travolti dalla crisi del capitalismo.

La crisi dei sistemi liberali

Ma prima di essere crisi del capitalismo questa sembra essere la crisi dei sistemi liberali che continuano a garantire le oligarchie a danno dei popoli, così come la governance europea ha fallito nel pensare che sollecitare i paesi a far quadrare i conti poteva bastare; e invece no, occorreva stimolare le nazioni a far quadrare i conti sulla base dei precetti della giustizia sociale, elemento sostanziale di ogni sistema democratico.