Servizio Pubblico

Azioni e progetti nell'azienda pubblica di servizi alla persona di Bologna

Centro di Documentazione Migranti (CeDoM)

 

Punto di vista geo-politico per la ricostruzione delle storie dei richiedenti e rifugiati

 

ABSTRACT

La messa in atto del CeDom, Centro di Documentazione del Servizio immigrati dell'Asp Poveri Vergognosi, si fonda su una precisa mission, cioè quella costruire un sistema informativo strutturato, nell'ambito delle fenomenologie migratorie che producono i processi di protezione internazionale.

La possibilità di possedere e gestire informazioni su più piani d'azione, rappresenta un valore aggiunto per l'espletamento delle attività procedurali e d'integrazione sociale dei richiedenti e rifugiati all'interno del programma SPRAR di cui è appunto titolare lo Sportello di Protezione internazionale.

Occorre puntualizzare che il concetto di “informazione” rientra nel più ampio contenitore interpretativo che attiene alla dimensione della “conoscenza”. Infatti, il binomio informazione come conoscenza, viene trasformato in ricchezza produttiva attraverso il passaggio ad un altro concetto, quello di “know how” cioè la conoscenza come risorsa. Sulla gestione delle informazioni si gioca per l'appunto il rapporto tra efficacia ed efficienza del modello organizzativo che attiene alle procedure di uno sportello di protezione internazionale.

Laddove la conoscenza non è risorsa, e dunque le informazioni non vengono gestite in modo efficace, non esiste visibilità del modello e questo va a detrimento degli obiettivi da raggiungere, anche perchè non esiste percezione del lavoro svolto. Inoltre, è necessario sottolineare come il rapporto tra dati/informazioni quantitative attinenti ai passaggi di utenti all'interno del sistema SPRAR, che hanno come terminale il Servizio Centrale nazionale, sono difficilmente leggibili se non si hanno strumenti interpretativi efficienti dal punto di vista qualitativo.

Questo perchè è solo attraverso la dimensione qualitativa che è possibile delineare con precisione quel quadro contestuale che determina l'innesco di fenomeni e processi migratori che trovano accoglienza nei paesi dove i diritti umani vengono più o meno garantiti.

Ecco perchè diventa necessario costruire un ponte ideale tra i paesi d'origine e il paese ospitante, dove la conoscenza come risorsa rappresenta i suoi pilastri su cui si poggia quella dimensione organizzativa che può determinare una buona prassi negli obiettivi che si prefigge il sistema di protezione internazionale:

1. Garanzia del rispetto dei diritti umani

2. Integrazione socio-economica dei titolari di protezione internazionale

3. Filtro del sistema sociale, politico e legislativo del paese ospitante.

Per ciò che concerne il primo punto la conoscenza delle dinamiche dei paesi d'origine viene stratificata in termini di:

a. Contesto politico

b. Contesto etnico-religioso

c. Contesto socio-economico

Il CeDom, in quanto sistema informativo, si pone due obiettivi fondamentali. Il primo è legato alla costruzione di un repertorio che possa supportare le fasi di verbalizzazione, simulazione della Commissione Territoriale, ricorsi al Tribunale ordinario, Unità di Dublino.

Infatti, attraverso il sistema di archiviazione delle informazioni è possibile una precisa lettura della vicenda del singolo individuo in termini di ricostruzione della storia personale, che viene trascritta nella fase di verbalizzazione presso la Questura e che costituirà il documento fondamentale per la Commissione Territoriale di Torino, che dovrà decidere se accettare o rifiutare la richiesta di protezione internazionale.

Ma l'incrocio tra la dimensione contestuale e la storia personale ha ancora più rilevanza in caso di diniego, poichè la decisione in seconda istanza passerà al Tribunale ordinario. In questo caso la risorsa come conoscenza costruita dal Centro di Documentazione servirà da supporto all'azione difensiva attivata col patrocinio gratuito.

Il secondo obiettivo riguarda il versante dell'integrazione socio-lavorativa, gli interventi da adottare dovranno necessariamente misurarsi con un set di conoscenze/informazioni che incrocino la dimensione culturale del paese d'origine alle caratteristiche comportamentali dell'utente, dove si agisce col sistema del bilancio delle competenze, agli aspetti culturali e di mercato del paese ospitante.

AZIONI

 

AZIONE 1: ATTIVAZIONE DELL'EMEROTECA AREE

• Rassegna stampa cronologica

• Rassegna stampa tematizzata

• Notiziari istituzionalizzati

• Documentazioni di scenario (Rapporti/ Dati statistici di scenario)

• Documentazione e analisi giuridica STRUMENTI

➢ Le Fonti informative on line

➢ Dati statistici di scenario

➢ Documentazione e analisi giuridica

METODOLOGIE

➢ Analisi tipologia delle informazioni istituzionali

➢ Analisi tipologia delle informazioni giornalistiche

➢ Analisi tipologia delle informazioni pubblicistiche

➢ Selezione delle informazioni e Agenda setting

AZIONE 2: ANALISI DATI E INFORMAZIONI DEL SERVIZIO IMMIGRATI

• Dati statistici del servizio immigrati

• Dinamiche sociali relative all’afflusso nello Sportello Protezioni Internazionali

• Criticità legate alla dimensione dell’accoglienza e della gestione

AZIONE 3: CASE STUDY SUI PAESI D'ORIGINE E CLASSIFICAZIONE DELLE ETNIE

La seguente classificazione e selezione è attiene alla dimensione quantitativa dello Sportello di Protezioni Internazionali di Bologna, poiché sono questi i paesi d'origine prevalenti dei richiedenti e titolari di protezione internazionale tra il 2008 e il 2009.

AFRICA

 Costa d'Avorio

 Mali

 RD Gongo

 R Congo

 Camerun

 Nigeria

ASIA

 Pakistan

 Afganistan

 Iraq

 Iran