Servizio Pubblico

Azioni e progetti nell'azienda pubblica di servizi alla persona di Bologna

"In un giorno una vita": laboratorio scolastico

 

Il momento finale di un percorso didattico promosso dalla scuola ed iniziato nel mese di gennaio, per sensibilizzare le giovani generazioni sul tema dell’immigrazione.

Giovedì 18 maggio 2017, presso l’Istituto Comprensivo di Castello di Serravalle (Bologna), Marco Marano della Direzione generale di ASP ha condotto il laboratorio “In un giorno una vita” rivolto a studenti della scuola media.

La scaletta

 

Se foste voi a dover improvvisamente fuggire dal vostro paese, dopo aver visto morire i vostri parenti, oppure dopo aver subito violenze, o ancora in seguito al rastrellamento della vostra casa, o nel caso che la vostra città fosse continuamente bombardata…?

In un giorno la vostra vita cambierebbe…

In tutto il mondo ci sono persone che quotidianamente fuggono da violenze, guerra o persecuzione con l’obiettivo di ritrovare una condizione di sicurezza e con la speranza di un futuro migliore, avventurandosi in pericolosi e lunghi viaggi.

Dietro i drammatici titoli dei giornali e le angoscianti immagini di colonne di persone in fuga ci sono storie personali fatte di tragedia, coraggio e speranza.

Fino a che punto conosciamo la realtà dell’asilo, la dolorosa esperienza personale dei rifugiati e le vicende che li portano a fuggire? Cosa sappiamo della protezione che il diritto internazionale accorda loro? Siamo sicuri di conoscere la realtà dei rifugiati in Italia?

59.5 milioni di migranti forzati:

19.5 milioni di rifugiati

38.2 milioni di sfollati interni |

1.8 milioni di richiedenti asilo Metà dei rifugiati sono bambini | 1 persona su 122 è un rifugiato o sfollato |

42.500 persone abbandonano ogni giorno la propria casa a causa di conflitti o persecuzioni

Informazioni di sfondo partendo dai concetti della costituzione italiana

Art. 10 della Costituzione (lettura drammaturgica e commento).

Art. 1 della Convenzione di Ginevra (lettura drammaturgica e commento). Le tre forme di protezione internazionale.

Dati sugli ordini di grandezza (slide)

Il percorso di accoglienza:una storia vera

La spiegazione delle procedure per la richiesta di protezione internazionale attraverso il racconto di una storia vera: dalla fuga al riconoscimento della protezione sussidiaria.

Tutta la vita in un foglio

 

Laboratorio e messa in scena dell’evento a cura dalla compagnia teatrale “Cantieri Meticci”, che ha ripreso il testo dello spettacolo dalle memorie di alcuni rifugiati, presenti nell’omonima pubblicazione edita nel 2014 dalla Cooperativa Laimomo.

Come entrare in empatia con una vita che non è la tua? Come cercare di comprendere il destino di un’altra persona, specie se fuggita da una realtà terribile, completamente diversa dalla nostra? Come raccontare quelle storie?

Sono queste alcune domande poste ai giovani del liceo Galvani di Bologna che hanno fatto da apripista al percorso performativo dentro il laboratorio teatrale organizzato dall’ASP Città di Bologna, nell’ambito dei programmi di “Alternanza Scuola/Lavoro”.

Il prodotto finale di questa esperienza verrà presentato il 2 marzo 2018 alle ore 21,00, presso la Quadreria, in via Marsala 7 a Bologna, nella rappresentazione teatrale dal titolo “Tutta la vita in un foglio”.

La programmazione e pianificazione del laboratorio e dell’evento promosse dal Servizio Protezioni Internazionali dell’ASP, ha visto la collaborazione di soggetti legati al progetto Sprar di Bologna, come la Cooperativa Camelot, all’interno del programma di promozione del sistema di accoglienza per richiedenti e rifugiati “Bologna Cares”.

Il foglio di scena di Cantieri Meticci

 

Tutta la vita in un foglio

Rappresentazione teatrale degli studenti del Liceo Galvani di Bologna

2 marzo 2018 – Quadreria, via Marsala 7

Laboratorio della Compagnia Teatrale CANTIERI METICCI

 

Come entrare in empatia con una vita che non è la tua? Come cercare di comprendere il destino di un’altra persona, specie se fuggita da una realtà terribile, completamente diversa dalla nostra? Come raccontare quelle storie?

Queste le domande che hanno mosso il percorso teatrale fatto con le studentesse e gli studenti del Liceo Galvani. Kracauer scriveva che fissare l’orrore direttamente può paralizzare, l’arte può servire a questo: come lo specchio di Perseo permette di avvicinarsi a Medusa senza divenire di pietra.

Anche nel nostro percorso le arti ci hanno permesso avvicinarci gradualmente ai terribili contesti da cui persone fuggono. Siamo partiti da alcune storie di richiedenti asilo raccolte nel libro “Tutta la vita in un foglio.

Memorie di richiedenti asilo”: testimonianze dei profughi ospitati nel territorio bolognese, edito da Lai-Momo nel 2014. Da qui le guide di Cantieri Meticci hanno proposto alcuni percorsi volti a cercare assieme agli studenti le vie artistiche per rielaborare alcune storie attraverso i linguaggi dell’arte: narrazione, danza, canzone, video, disegno, puppet.

Ma il vero ponte verso quelle storie sono stati Lamin, Aruna, Caramba, Walid, giovani attori migranti dei Cantieri Meticci che hanno preso parte al laboratorio sia come attori che come gioiosi intermediari tra i due mondi.

Coordinamento Cantieri Meticci: Pietro Floridia, Sara Pourmohammadhajiagha, Sanam Naderi, Natalia De Martin.

Attori: Lamin Kijera, Aruna Laye, Morrò Karamba Tuoba gassama, Walid El Meskini, Alice Guerra, Ana Ghenciu, Anastasia Bertani, Chiara Benedetti, Giulia Marino, Greta Civerra, Letizia Puccetti, Maria Benedetta Saibene, Michele Carrabba, Prisciles Di Francia Honyemin, Rachele Francia, Stefano Romagnoli, Viviana Marzolo.